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Ave Maria

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Un video sul  digiuno che piace al Signore (clicca qui)

 amare-scritta

 

 

ceneri 1Carissimi, cenere in testa e acqua sui piedi.

Una strada, apparentemente, poco meno di due metri. Ma, in verità, molto più lunga e faticosa. Perché si tratta di partire dalla propria testa per arrivare ai piedi degli altri. A percorrerla non bastano i quaranta giorni che vanno dal mercoledì delle ceneri al giovedì santo. Occorre tutta una vita, di cui il tempo quaresimale vuole essere la riduzione in scala.

Chica2

 

 

 

Davanti all'orizzonte aperto e ampio di una scelta presa ma ancora indefinita il cuore si emoziona e trepida...Ma quando l'orizzonte, pian piano, si restringe e diventa via a senso unico il cuore a volte teme, a volte si interroga, a volte pensa di cambiare rotta... ma la vela continua ad essere gonfiata dal Vento e la corrente spinge avanti: quella rotta rimane, seppur nel timore, la migliore da attraversare e quell'orizzonte il più bello da raggiungere.

Sì, l'orizzonte di una vita vissuta a Sua immagine. Quella linea di confine che fa incontrare la terra e il Cielo: i miei desideri di donna e i Suoi desideri di Dio; la vita "nel mondo", con le sue smanie e i suoi sogni, e la vita che non è "del mondo" perché c'è un Tu che innalza a eternità e che chiama a libertà e verità.

....e quella rotta che prende il nome di consacrazione, di appartenenza esclusiva, di amore casto, povero, obbediente; quella modalità di attraversare il mare, tra i tanti modi possibili, che sa un po' di "follia" ma che sembra l'unica possibile per far incontrare la mia identità con la verità, la capacità che mi è data di amare con la sua pienezza. Tra pochi giorni salperò per quella rotta, mollerò gli ormeggi. E' inevitabile voltarsi indietro e dare uno sguardo al viaggio fatto fino a qui. Nasce gratitudine e il desiderio incontenibile di dire grazie. Grazie a chi ha condiviso con me il tratto di mare solcato. Eccomi qui, allora, a scrivere a voi: la mia comunità parrocchiale. Lì, nella nostra comunità, attraverso la voce, il tempo e i gesti di alcuni di voi, ho ricevuto la fede. Lì, tra tante attività e iniziative, ho incontrato e conosciuto il Signore: il Tu della relazione che dona senso e significato. Lì, nel vedere persone che si volevano bene e tentavano di ricercare insieme il Bene, ho sentito nascere il desiderio del Vangelo che diventa vita, quotidianità, concretezza. Lì, nel ricevere amore gratuito e libero, ha preso forma il bisogno vitale di scoprire il mio modo unico e personale di amare. Lì, nel condividere la chiamata al servizio (nei suoi tanti servizi), ho scoperto la bellezza di una vita completamente donata e decentrata. Lì, nella nostra comunità, la mia vocazione è nata, cresciuta, fortificata...

Grazie a chi mi ha aiutato a costruire la nave della mia persona, a chi ha issato la vela della relazione con Dio, a chi ha chiarito la traiettoria da prendere, a chi ha condiviso le burrasche e le tempeste...e i giorni di sole. Grazie a chi ha riparato le vele, a chi mi ha aiutato a tenere il timone in equilibrio, a chi non mi ha permesso di buttare l'ancora quando la stanchezza e lo scoraggiamento arrivavano. Grazie a chi mi ha fatto sognare l'orizzonte, a chi ha battuto la "strada" prima di me, assicurandomi che ne valeva la pena... Isso le vele, lascio gli ormeggi, prendo la mia rotta...

Grazie a chi, ancora oggi, si affianca con la propria barca alla mia e cerca lo stesso Orizzonte...

Federica

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Divina




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